Tolentino - Padre Alessandro e i confratelli Agostiniani, custode del Santuario
La mia Via Lauretana è accogliere ogni giorno i pellegrini che arrivano alla Basilica di San Nicola a Tolentino.
Sono Padre Alessandro e insieme ai miei confratelli dell’ordine Agostiniano custodisco il Santuario e il Cappellone dove riposano le spoglie del Santo.

Il complesso del santuario è dotato anche di una foresteria dove possiamo ospitare i pellegrini che arrivando qui chiedono spesso informazioni sulla storia della Basilica e sulle opere d’arte che la adornano.
La prima cosa che colpisce è la facciata in stile gotico fiorito mentre l’interno, a navata unica, è caratterizzato da un imponente soffitto a cassettoni con pregiate dorature. L’altare in marmo policromo è circondato da uno stupendo coro ligneo barocco.
La tomba di San Nicola invece è situata all’interno del Cappellone, abbellito da quello che è considerato più importante ciclo di affreschi della regione, in cui viene narrata la storia della vita di Cristo, attribuito a Pietro da Rimini.
Oggi tutto il complesso è visitabile sebbene in parte coperto da ponteggi che garantiscono la sicurezza a seguito del terremoto del 2016. Terremoto che fortunatamente non ha provocato gravi danni al santuario.
Quando invece mi chiedono dei racconti sulla vita di San Nicola spesso narro la leggenda del cosiddetto Ponte del Diavolo, possente opera sul fiume Chienti ancor’oggi utilizzato. La storia racconta che il costruttore non riuscendo a terminare il lavoro decise di stringere un patto col diavolo grazie al quale il ponte venne eretto in una sola notte. Il patto prevedeva che la prima anima che avesse attraversato il ponte sarebbe stata presa dal demonio. Poi però il costruttore pentito si rivolse a Nicola che si trovava nel vicino convento Agostiniano, per chiede aiuto. Nicola furbescamente decise di far passare per prima sul ponte una pecora. Quando il diavolo saltò fuori per ghermirla si accorse di esser stato imbrogliato e con un colpo di corna tentò di abbattere il ponte che tuttavia rimase al suo posto.
Chi si ferma più giorni ci domanda spesso cosa c’è da vedere in città. Tolentino infatti è un centro molto conosciuto non solo per San Nicola ma per il fermento artistico che anima la cittadina. Qui infatti è possibile ammirare lo stupendo teatro intitolato a Nicola Vaccaj datato 1797, sede di numerosi spettacoli musicali e di prosa. A Tolentino inoltre vi è un museo molto particolare e quasi unico nel suo genere: il Museo Internazionale dell’Umorismo nell’Arte. Una raccolta ricchissima di disegni, sculture, bozzetti e vignette di alcuni dei più celebri autori e maestri della caricatura del 900. Da Gabriele Galantara detto “Ratalanga” a Leo Longanesi, Guillermo Mordillo, Tullio Altan e molti altri raccolti qui per volere di Luigi Mari, ex sindaco della città e apprezzato artista che nel 1961 diede vita alla Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte che ancora oggi si svolge ogni due anni in città.
Un aspetto fondamentale di Tolentino infine che merita di essere conosciuto e la maestria dei suoi maestri pellettieri che da sempre rappresentano una delle eccellenze cittadine che ancora oggi si ritrova nelle piccole botteghe e nei grandi marchi.